Sticker art a Trento: la personalizzazione "gentile" di una città

Lo scrivere, così come il comunicare oralmente o in forma d’arte, fa parte di quelle attività che, assieme al nutrirsi, al difendersi e all'avere una progenie, gli studiosi di scienze sociali attribuiscono ai bisogni di base dell’essere umano. Pur con significati diversi e destinatari differenti, le raffigurazioni preistoriche delle grotte di Lascaux, la scrittura (burocratica ed elitaria prima, più popolare solo in un secondo momento) e più in generale l’arte, rappresentano quindi il bisogno di comunicare al mondo la propria esistenza, quella di individui o gruppi che vogliono sottolineare come chi legge o osserva le loro opere deve fare in qualche modo i conti con chi le ha realizzate. Una originalissima forma di combinazione e contaminazione tra arte e scrittura è costituita dalla sticker art, l’arte di realizzare e attaccare adesivi, caratterizzata da una volontà di autorappresentarsi in modo spesso ludico e scherzoso, ma anche da una carica di critica sociale più o meno diretta e aperta.

Adesivi e scritte di musicisti e visual artist nelle vie del centro di Trento (2022)

La differenza con i graffiti e con i murales sta probabilmente nel fatto che la bomboletta non lascia spazio a ripensamenti o cancellature e quindi, a differenza degli adesivi, che possono essere staccati (e attaccati) velocemente, viene condannata in modo più deciso da cittadini e istituzioni. La scrittura permanente è quindi più trasgressiva mentre quella temporanea lo è certamente meno. In comune, graffiti e adesivi, hanno invece la non sempre esatta e diretta corrispondenza tra autore ed esecutore. Chi replica con la vernice un disegno visto altrove è in qualche modo assimilabile a chi attacca un adesivo trovato sul banchetto di qualche associazione o nello stand di qualche evento musicale.

Adesivi di critica sociale nelle vie del centro di Trento (2022)

Nella piccola città di Trento, in particolare nel centro storico, sono moltissimi gli adesivi attaccati soprattutto su supporti metallici. Dopo averne fotografati e classificati circa 200, seguendo i profili instagram quasi sempre rintracciabili per ciascuno di essi e parlando con chi dice di attaccarli, è possibile considerare che le tipologie di sticker sono essenzialmente 3 (ciascuna delle quali è rappresentata grossomodo con il 30% delle presenze):

  • pubblicità (spesso di tatuatori e ristoratori)

  • arte (con adesivi che costituiscono delle opere in sé)

  • gruppi di provenienza sociale eterogenea (collettivi universitari, radio on-line, associazioni di vario tipo, ecc)


Foto aerea del centro di Trento (2022). In azzurro la zona universitaria e in rosso quella della movida notturna. In entrambe gli stickers sono numerosi mentre al di fuori di tali aree diminuiscono sensibilmente. Cluster con concentrazioni maggiori sono presenti nelle strette vicinanze di alcuni edifici universitari, bar e pub.

Come detto, non è la trasgressione (o non solo) a spingere i ragazzi ad attaccare gli adesivi, quasi sempre collegati con dei profili instagram. 


Adesivi di musicisti e visual artist nelle vie del centro di Trento (2022)

“Lo faccio per farlo. In ogni caso un adesivo in più non fa nessuna differenza. E’ come ubbidire ad un istinto, ad una voglia di personalizzare la città, di sentirla mia. Quando poi torno sui miei passi mi piace osservare gli adesivi che ho attaccato”


“Li prendo alle manifestazioni, agli eventi o alle feste e li tengo con me, in tasca o nello zainetto. Quando poi mi viene in mente, o vedo un palo libero, ne prendo uno e lo attacco. Se poi vado in altre città allora lo faccio in maniera più programmata e me li porto appositamente per lasciare un segno che, anche se non riconducibile a me, vuol dire: io sono stato qui”


“Certamente scelgo gli adesivi prima di attaccarli: non li attaccherei tutti, ma una certa parte sì”


“A volte li attacco perché me lo chiedono. Ad esempio qualcuno dei gruppi che frequento”


“E’ una specie di arte istantanea”


Adesivi pubblicitari nelle vie del centro di Trento: offerta turistica e tatuaggi (2022)


A partire dalla piccola scena trentina (che proprio in quanto piccola ha il pregio di non essere sovraffollata e di poter essere quindi meglio indagata) è possibile dire che la sticker art è una sorta di network, un grande circuito nel quale è certamente importante apparire ma, che lo si faccia per sé (o il proprio gruppo) o per conto di qualcun altro, anche il partecipare, l’esserci, il voler lasciare la propria traccia, sono un motivo altrettanto valido per attaccare qualche adesivo sui pali della città.


Commenti

  1. Analisi concreta e diretta di un fenomeno che ai più appare quasi un gesto di vandalismo, ma del quale un'attenta analisi fornisce interpretazioni che lo collocano più chiaramente all'interno del contesto di cultura collettiva di strada. Interessante.

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  2. Salve! Sono un ex studente dell' Universitá di Padova. L'ho conosciuta, anche se solamente in maniera indiretta e virtuale, grazie al Prof. Vidale. Volevo solo complimentarmi con lei per il suo lavoro e dirle che leggo sempre con grande interesse i suoi articoli.
    Buona giornata.
    Federico Schiavon

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